Le fratture della caviglia rappresentano una delle lesioni ortopediche più comuni. Possono coinvolgere uno o più dei tre segmenti ossei che compongono l’articolazione: il perone (malleolo laterale), la tibia (malleolo mediale o posteriore) e, in alcuni casi, l’astragalo.

Queste fratture possono variare da lesioni semplici e stabili a traumi complessi e instabili che coinvolgono più strutture, inclusi legamenti e articolazioni.

Meccanismo del trauma

Le fratture della caviglia si verificano più frequentemente in seguito a:

  • Distorsioni con rotazione forzata del piede (inversione o eversione);
  • Cadute accidentali o da un’altezza;
  • Incidenti sportivi o stradali;
  • Traumi diretti alla caviglia.

Il meccanismo rotazionale è il più comune: il piede resta bloccato mentre il corpo ruota, causando la frattura di uno o più malleoli.

Diagnosi

La diagnosi si basa su:

  • Esame clinico: dolore intenso alla caviglia, gonfiore, impossibilità di caricare peso, deformità visibile nei casi gravi;
  • Radiografie in almeno due proiezioni (antero-posteriore e laterale), spesso completate da una obliqua;
  • TAC in caso di fratture complesse, per valutare l’estensione articolare o la necessità di chirurgia;
  • RMN nei casi in cui si sospetti un coinvolgimento legamentoso o per escludere danni ai tessuti molli.

 

Trattamento

Trattamento conservativo

Indicato per:

  • Fratture composte e stabili;
  • Pazienti con controindicazioni all’intervento chirurgico.

Il trattamento prevede:

  • Immobilizzazione con tutore rigido o gesso per 4-6 settimane;
  • Eventuale riduzione chiusa se i frammenti sono disallineati;
  • Controlli radiografici seriati per verificare il corretto allineamento.

Durante il periodo iniziale è spesso necessario evitare il carico sull’arto.

Trattamento chirurgico

Indicato per:

  • Fratture scomposte o instabili;
  • Coinvolgimento di più malleoli o della pinza malleolare;
  • Fratture esposte o associate a dislocazione articolare.

Le tecniche più comuni includono:

  • Riduzione aperta per ricostruire l’anatomia articolare ed una osteosintesi con placche e viti per stabilizzare i frammenti ossei;
  • In alcuni casi, può essere utilizzato un fissatore esterno.

 

Riabilitazione

La riabilitazione è un passaggio fondamentale:

  • Mobilizzazione precoce se possibile, per ridurre la rigidità articolare;
  • Esercizi per migliorare forza muscolare, stabilità e propriocezione;
  • Graduale ritorno al carico secondo indicazione medica;
  • In media, il ritorno a una normale deambulazione avviene in 2-3 mesi; per attività sportive può essere necessario più tempo.

Conclusioni

Le fratture della caviglia, se curate con il trattamento appropriato, hanno in genere una buona prognosi, ma è fondamentale una valutazione ortopedica accurata per scegliere il miglior trattamento. La riabilitazione post-trauma gioca un ruolo essenziale nel recupero completo della funzionalità articolare e nella prevenzione di rigidità o instabilità.

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